IL LIBRO


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Marco Polo donò a Kublai un piccolo libro quadrato. Il Gran Kan ringraziò e poi chiese che ne venisse spiegata la provenienza.

Quando si giunge alla piccola città di Goat si scopre che la piazza principale è un immenso pascolo. Alcuni abitanti trascorrono la maggior parte del loro tempo dentro un grande recinto. Tutto ciò che serve loro per sopravvivere viene conservato in grandi borse da cui non si dividono mai. Gli abitanti di Goat scrutano gli stranieri di passaggio con insistente curiosità. Dopo qualche minuto di attenta osservazione ci si accorge che in realtà l’espressione del loro volto è di totale incomprensione: non capiscono. Non solo non comprendono chi tu sia, da che luogo tu provenga, ma non riescono nemmeno a capire quali siano le domande giuste da porsi. Niente si svela al loro sguardo. Basterebbe che per una volta, una sola volta, qualcuno si accorgesse del piccolo libro che una mano sconosciuta ha riposto nelle loro borse e tutto sarebbe chiaro e il destino della città diverso. Nel frattempo la vita a Goat continua sempre uguale a se stessa.

Giò Sera Batido (irriverentemente ispirato a “Le città invisibili” di Italo Calvino)


KAPRA SUTRA

ATELIER ALESSIO BLANCO